Visioni trasversali di mondi paralleli

La lontananza ci avvicina. La vicinanza ci allontana. E non c'è scampo, se non godere degli attimi di non-lucidità. [*]

lunedì, settembre 29, 2008

Sabato eravamo da Ikea.
Stavamo pranzando (stavo dando la pappa a Dafne) quando una famiglia si siede al tavolo accanto al nostro. Padre, madre, due figli (maschio e femmina).
I bambini ridono, sono stra felici. Sono eccitati, forse, da questa novità di mangiare ad un self service, di mangiare le patatine... si vede che sono veramente pieni di gioia.
Per cui, molto educatamente e a bassa voce, iniziano a dire: - mamma, voglio quello! No, io voglio le patatine. Dai mamma, ho fame!
Ma, ripeto, molto educatamente, e senza dar fastidio a nessuno.

Il padre, invece, dà di matto.
Si rivolge alla moglie dicendo: - Cosa ti avevo detto? Cosa ti avevo detto? Io con loro non voglio più uscire, hai capito? Basta, io non mangio più...
E getta le posate sul tavolo, il tovagliolo... allontana il vassoio in modo molto brusco.
Dà del 'coglione' al figlio (avranno avuto, che so, 6 e 9 anni) e inizia a dire che lui si è rotto le palle, che loro sono tutti dei cretini, e che lui non li sopporta, ecc ecc, continuando a dare pugni sul tavolo e ad usare modi molto sgarbati.

La madre, per tutta risposta, si alza come se niente fosse, e si allontana qualche minuto per condirsi l'insalata. Così i due bambini restano soli con il padre, che continua a rincarare la dose.
Il pranzo si conclude con un silenzio di tomba: i bambini mangiano in silenzio, non ridono più. La madre fa finta di nulla e sorride a Dafne e la chiama (e io la giro dall'altra parte, perchè non voglio che abbia contatti con queste persone), senza smettere mai di sorridere.


Ecco.
Io questa scena l'ho vissuta per circa 25 anni della mia vita.
Tutti i Natali, TUTTI.
Tutti i giorni di festa. Tutte le volte che siamo andati in giro.
E tutte le volte che la sera ci si sedeva a tavola per cenare.

Se ridevamo, erano insulti, grida, o anche botte.
Se il coltello era sbagliato, erano botte.
Se la cena non era gradita, erano botte. E piatti sbattuti, e posate lanciate, e sedie buttate in terra. E scioperi della fame.
E noi a mangiare in silenzio con la testa dentro il piatto, a mangiare cena e lacrime insieme.


E quando sabato ho rivisto questa scena, è come se avessi rivissuto di nuovo tutto questo. E il mio schifo, il mio rancore, la mia rabbia, le mie paure... fossero riemerse per dirmi: PRESTA SEMPRE ATTENZIONE A CIO' CHE FAI... NON DIVENTARE MAI COSI'.
Non ho potuto fare niente... perchè in realtà quell'uomo non stava facendo 'niente'.
Ho sperato che tirasse uno schiaffo al bambino, così da poter intervenire.
Così da poter dire a questi bambini di non smettere di sperare, perchè la felicità esiste, ed esiste anche l'amore, ed esistono anche le famiglie vere.

Disprezzo quelli che picchiano i figli. Li disprezzo.
Disprezzo coloro che li insultano, che li deridono, che li sminuiscono, che li offendono.
Coloro che distruggono la loro libertà, che cancellano la loro autostima.
Li disprezzo con tutta me stessa.

I miei suoceri non hanno MAI picchiato i loro figli.
Quindi, io penso sia possibile anche per noi seguire lo stesso esempio.

Voi permettereste a vostro marito di tirarvi uno schiaffo se commettete un errore? Io no.
E perchè noi, come genitori, dobbiamo sentirci autorizzati a picchiare un bambino se commette un errore?

venerdì, settembre 19, 2008

Bologna, non Burundi.

Ieri un'amica fa un colloquio in un'agenzia interinale per un posto di commessa part time (precaria) in un supermercato.
Lei è spigliata, carina, molto in gamba. Simpatica.
Fa subito una buona impressione, e viene selezionata.

'Peccato per quei 2 figli... con due figli non ce la sentiamo di puntare su di lei. Ci dobbiamo pensare.'

Eggià, avere figli è uno scandalo! Ma che schifo!
Dobbiamo gridarlo a tutto il mondo!
Che schifo queste donne che fanno i figli e poi pretendono pure di lavorare come cassiere.
E dove andremo a finire, di questo passo?

Mica quelli che affittano 100 appartamenti in nero...
Mica quelli che massacrano le mogli...
Mica quelli che commettono reati finanziari...
Mica quelli che fanno prostituire i figli...
Mica quelli che mandano in malora la compagnia di bandiera...

Il vero scandalo, la vera corruzione del nostro Paese, sono le donne con figli!
Sono pericolose! Sono inette e pensano di anche di avere una marcia in più perchè lavorano, si occupano dei figli e della casa, fanno la spesa e vanno anche nei discount a caccia di offerte!

Fate attenzione! Guardatevi le spalle!

mercoledì, settembre 17, 2008

Sono molto triste, perchè ho letto questo post di BlackCat:
http://blackcat.bloggy.biz/archive/3280.html
e penso che, in generale, sono tanto stanca di quegli individui che non rispettano le persone, siano esse bambini, o adulti, o disabili, o ciccione, o neri, o gay, o panzone, o tutto il resto.

PERSONE.
Siamo tutti, semplicemente, Persone.
Come tali dobbiamo essere rispettati. Tutti.
Con educazione, per favore.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Di Blog e di Amicizia

Qui giace un vecchio post, che ormai non ha più senso di essere scritto.
Era un post che parlava di blog, di post copiati, di vite prese in prestito per un momento: un post che avevo scritto per rivendicare la proprietà di alcune pagine scritte dal moroso, pagine della nostra vita, che erano state rubacchiate qui e là.

Poi, come spesso accade, la vita ci unisce inaspettatamente. Chi sbaglia chiede scusa, aprendo il suo cuore. Chi si è risentito, perdona.
E tutto ricomincia, con pagine nuove, con sentimenti belli, con emozioni pulite, di puro affetto.

Quindi non ha senso, per me, ora, lasciare che le prime parole restino scritte, perchè quando si perdona, si cancella il fatto.
Perchè vivere è anche questo scoprirsi a vicenda, incavolarsi e riprendersi, discutere e risolversi, denudarsi. Scoprire che la bellezza è nascosta anche nei luoghi più impensati, anche dove prima si riusciva a vedere soltanto qualcosa di brutto.

lunedì, 22 maggio 2006
http://nabir.splinder.com/post/8141204/Transmission
Transmission.
Tutto è vita.
Tutto è necessità di trasmettere.
I contatti con il mondo si sono disconnessi con la nascita, ed è una continua ricerca di comunicazione.
La potenza degli abbracci, del sentire i polpastrelli che toccano, la forza del respiro vicino, dell'aria che è vita, delle lingue che sentono, del sesso che va
oltre
la
parola.


mercoledì, 22 marzo 2006
http://faon.splinder.com/post/7537538#7537538
Anni che passano, tra blog, pensieri e vita.

Dietro c'è sempre la stessa scintilla.
[...]
L'odore dolce del profumo che ti metti sempre.
[...]
Kaia che ride.
Il freddo di Londra e i piatti di alluminio di Kamden.
Il caffè di mattina con Antonio e i treni che passano.
Il sapore forte e amaro del Negroni.
Abbraciarmi con mio fratello al rave.
Camminare per chilometri con Frog.
Contare le lattine di heineken vuote con Naja.
Incontrarsi alla stazione con Poesia.

Tutto quello che ho vissuto.
Tutto quello che ho scritto.
Tutto quello che ho amato.

Felice di non aver mai ceduto all'odio.


martedì, ottobre 12, 2004
http://polemiko.splinder.com/post/3132578#3132578
Catarsi. Se i miei ricordi liceali non mi tradiscono, era l'epilogo della tragedia. Significa purificazione e rinascita. La fine delle cose è dolorosa ma inevitabile. La rinascita avviene sempre sulle macerie e sulle rovine di ciò che muore.
[...]
Accetto il dolore che sto provando, perchè so che è un rito di iniziazione che il destino mi impone. Ne uscirò più forte. Una parte di me morirà, e servirà da nutrimento per qualcosa di nuovo.
E il lamento diverrà pianto.
E quando le ferite smetteranno di sanguinare e diverranno cicatrici, saranno ricordi di battaglie passate che non potrò dimenticare.
E il lamento diverrà urlo.
Dovrò vomitare tutto ciò che mi tormenta l'anima, e sarà purificazione.
E il lamento diverrà poesia.


[Dedicato a un'amica ritrovata...]




categorie: amici, brutture

lunedì, novembre 12, 2007

Un tragico errore - 2

La morte del ragazzo ucciso in autostrada e gli atti di violenza degli ultrà del calcio, non c'entrano un cazzo tra loro.

Il ragazzo è morto perchè colpito da un proiettile sparato ad altezza uomo, da una corsia all'altra dell'autostrada, da un poliziotto che non avrebbe mai potuto sapere, da quella distanza, che gli occupanti delle due auto litigavano per motivi calcistici. Tra l'altro, un poliziotto che ha rischiato di uccidere qualsiasi altra persona che passasse con la sua auto in quel momento sulle due corsie di autostrada che lo separavano dall'area di sosta opposta.

Gli scontri violenti tra ultrà avvenuti ieri, prendono la morte del ragazzo come un vile pretesto per sfogare i propri bassi istinti animaleschi verso le forze di polizia. E penso fermamente che sia corretto chiamarli atti di terrorismo, oltre che atti di idiozia (peccato che l'idiozia non sia un reato, perchè in Italia saremmo molto meno per strada e il clima sarebbe migliore), perchè si tratta di violenza allo stato puro, inoltre direttamente rivolta contro lo stato.

Mi sconvolge profondamente una cosa: di quanto facciano schifo, nella media, gli italiani.
In Francia, scontri di tal fatta si sono visti quando il Governo ha cercato di introdurre norme che favorivano il precariato (tra l'altro, norme meno gravi di quelle previste dalla nostra cara legge Biagi). In Italia, le rivoluzioni avvengono solo per il calcio, invece, mentre contro la Biagi solo alcuni sfigati come noi hanno avuto qualcosa da ridire.

In tutto questo, qual è il tragico errore?!

giovedì, agosto 23, 2007

Se picchi tua moglie, sei un uomo dimmerda.

Sempre più spesso mi domando quale sia il baco nella mente malata di alcuni uomini italiani, che possono anche fare gli evoluti, ma in fatto di rispetto della donna stanno messi male, appena sopra ai loro colleghi indiani o arabi.
Perchè gli uomini italiani picchiano le donne? Perchè sempre più spesso la cronaca porta alla luce violenze domestiche e omicidi, e la inspiegata incapacità degli uomini di accettare un NO come risposta valida e definitiva? Sì, perchè gli uomini italiani non riescono ad accettare un rifiuto?
E, soprattutto, chi sono le madri di questi uomini, che hanno doppiamente fallito la loro impresa di madri e di donne?

Una volta Freud diceva che le donne hanno l'invidia del pene. Ma io credo che oggi siano gli uomini dimmerda ad avere l'invidia del pene. Sì, perchè se picchi tua moglie, la tua compagna, le donne della tua famiglia, tu sei un uomo dimmerda, e il pene è solo un'escrescenza inutile, per te, e non fa di te un vero uomo.
I veri uomini sono quelli che le donne le rispettano, che le amano, che le lasciano andare quando una storia è finita.

Dopo l'omicidio di Barbara Cicioni, ho letto questo sul blog di Grazia (
mariti padroni):
La soluzione è lasciare subito un uomo al massimo alla seconda sevizia, perché vuol dire che è vizio. La prima volta è colpa sua, la seconda è colpa nostra. O vogliamo essere la scarica a terra di uomini che ci credono di loro proprietà? La vita che salvi potrebbe essere la tua.

Ed è vero.
Se loro sono uomini dimmerda, noi non dobbiamo essere donne dimmerda. La seconda volta è colpa nostra. La seconda opportunità, in questo caso, non si concede.
La vita che salvi, potrebbe essere la tua.