venerdì, ottobre 24, 2008
Benedetto virus...
ci ha presi.
colpiti, e affondati.
giovedì, giugno 05, 2008
Mi piacerebbe proprio poter scrivere qualcosa di intelligente, ma niente, non ci riesco proprio.
Sono un po' inebetita, ultimamente. Non mi ricordo nemmeno come passo le giornate.
Mi faccio noia da sola. Che è tutto dire.
lunedì, aprile 28, 2008
Le cose che vanno, e le cose che non vanno...
Succede che la casa fa schifo: polvere ovunque, metri cubi di panni da stirare, i pavimenti da pulire.
E succede anche che, alla fine, quel lavoro che aspettavo non ci sarà: non sono laureata, e questo ha complicato le cose. Unito al fatto che per gli statali è sempre un po' tutto così: loro stanno bene, e i precari-satellite che gli ruotano intorno non sono abbastanza importanti nemmeno per provare sensi di colpa.
Però succede anche che Dafne cresce, che inizia a "parlare", che ride sempre, che impara a giocare.
E succede che passi un sabato a Firenze e ti fa male il cuore quando vai via, perchè vedi i tuoi amici innamorati e perfetti, e, per egoismo, vorresti averli tutti accanto a te, sempre.
martedì, aprile 10, 2007
Ecco, con oggi fanno 31.
Io non starei tanto a sottolineare la cosa, comunque.
So solo che non mi sembra possibile, ecco... e che questa maturità è arrivata a tradimento, mentre ero distratta dalla vita, e che, con ogni evidenza, non sono pronta ad accettarla.
La vecchiaia, intendo, non la vita.
domenica, aprile 01, 2007
Tiro fuori le unghie, ma solo per difendere le mie passioni, e portare avanti le mie idee.
Al momento sono così... non so, ormonale, direi. Caso mai il termine ormonale identificasse un sentimento, o uno stile.
Cerco di sentire il mio corpo, o di capire eventuali trasformazioni, o anche avvertire piccoli auspici (tipo il volo degli uccelli, o la disposizione delle nuvole, o il colore del tamonto)... ma non sento un tubo.
Sarebbe tanto più facile essere una Sim, così da poter sentire la musichetta che preannuncia l'evento, e magari, con un paio di shift+ctrl+c, poter utilizzare il trucco dei soldi per preparare il nido.
martedì, marzo 27, 2007
Casomai qualcuno si fosse distratto, ecco il riassunto degli ultimi tre anni della mia vita... non è meraviglioso?:
sabato, marzo 10, 2007
E quindi, sì, Bologna è una città soprendente.
Ho incontrato un vecchio compagno di liceo, un ragazzo che, a suo tempo, mi aveva cambiato la vita.
E' buffo scoprire, a distanza di - cazzo - 15 anni, che spesso le persone ti cambiano la vita senza nemmeno saperlo, e che, se hanno la fortuna di sentirselo dire a 30 anni, puoi essere tu a ricambiare il dono.
Beh, in fondo credo che siamo tutti legati insieme, e che il destino certe volte si mescola al caso, e ama beffarsi di tutte le costruzioni umane.
La vita, la felicità, certe volte esplodono incontrollate. E io lascio fare.
E amo essere un pulviscolo sospinto nel tempo.
lunedì, febbraio 26, 2007
Sono soddisfatta di me: è vero, davanti a questo PC non ci sono finestre, nè panetterie da cui annusare l'odore di pane sfornato. Ma questa voglia di raccontare, ecco... mi mancava.
Mi mancava terribilmente questa sensazione degli occhi stanchi che faticano a restare aperti davanti allo schermo.
Per questa beatitudine posso ringraziare solo una persona, che è di là a dormire e domani si sveglierà per lavorare al posto mio.
- Amur, non so se da questo nascerà qualcosa, ma io avevo bisogno di iniziare a raccontarlo, prima di sentirmi piena di un'altra vita. -
mercoledì, febbraio 21, 2007
Confesso che ho vissuto.
mercoledì, febbraio 07, 2007

Vorrei tornare a scrivere, o - forse - cominciare a scrivere.
Non so cosa stia accadendo, ma mi sento in bilico.
I miei ricordi meravigliosi partono da un Novembre poco lontano, e mi cruccio pensando a come sia stato facile dimenticare il passato, fingendo di essere nuova, accantonando tutte le memorie del prima.
Facevamo l'amore ascoltando Mogwai su un registratore senza bassi. O cantavamo di farfalle lugubri, dopo sostanziosi calici di vino rosso.
Ero innamorata della mia casa: un bilocale bianco-blu, al quarto piano, in mezzo al niente.
L'insegna della Coop, di fronte, era la premonizione di un cambiamento che, chi poteva saperlo, sarebbe stato inizio e fine del mio romanzo.
Stravolgimenti che mi hanno lasciata piccola e irrisolta. O forse inconsapevole del fatto che non esista quella risolutezza che andavo cercando.
Sì, sono scappata. Senza perdere la scarpetta di cristallo.
E non mi sono mai voltata, ma solo perchè non c'era niente da vedere, e il mio panorama si era fatto buio e opaco, con un unico punto fermo nell'orizzonte.
Ma io chi sono? Chi diventerò? Cosa sto desiderando?
Mi sento piena di abissi e precipizi, e mi sorprendo a scavare a mani nude dentro la mia essenza, pur non volendo arrivare a toccare il vero senso delle cose.
Siamo e non siamo, ed è questa evanescenza pallida e cretina che mi storce le budella, che mi rattrista senza tristezza, che mi svuota di solidità che credevo acquisite.
Vorrei qualcosa che non so. Non gli ho dato un nome, e forse non lo riconoscerei neppure fossi in mezzo al nulla.
Dove andiamo, dove vado. Adesso?
Voglio restare in questa parte di me, senza più pensiero di domani, e oggi, e soprattutto ieri. Senza più pensiero di me, e del cosa, e del come. Del quando.
Scivolare su un applauso, dentro un occhio di bue, diventanto la protagonista della mia vita.
Guidare di nuovo con la musica a palla, cantare sulla strada che mi lascio dietro le spalle.
Tutto, voglio formattare tutta la rigidità dei miei dischi passati.
Respirare.
O trovare una ragione.
Mentre continuo ad amare. Amore che è inizio e fine della mia storia.
Perchè è così che voglio concludere i capitoli vissuti: con un banale lieto fine.
Ritrovando, anche, voglia di me stessa.
giovedì, febbraio 01, 2007
c'è già la timida ombra di un sorriso...
ottime notizie.
Siete tutti troppo preoccupati.
Il blog è solo una parte del tutto.
Guardate oltre.





