lunedì, novembre 17, 2008
Oggi mi sento felice.
Nonostante abbia passato la nottata praticamente sveglia, rigirandomi nel letto;
nonostante mi debba fare la doccia da due giorni;
nonostante la giornata sia iniziata chiamando i vigili del fuoco per una puzza di gas nella nostra via;
nonostante il tempo grigio e freddino;
nonostante la dispensa e il frigo vuoti, perchè son diversi giorni che non andiamo a fare la spesa;
nonostante ci sia un disordine per tutta la casa, compresa la riba da lavare che non asciuga mai...
Che ne so, mi sento bene. Sono euforica, mi sento come i ragazzini alle prime armi, quando friccicano tutti perchè c'è un nuovo progetto per l'aria.
E nonostante molte cose della mia vita siano ancora stortignaccole, mi sento bene. Mi piace quello che sto facendo, ho un ritorno bellissimo da quello su cui mi sto impegnando, con Mammafelice mi diverto e ricomincio a sentire quel calore bellissimo che c'è tra donne, quel calore che solo la rete può dare.
E poi ho Dafne che ieri ha compiuto 11 mesi. E la sua prima festa di compleanno da organizzare.
I suoi primi due dentini che stanno spuntando. I suoi primi gattonamenti, il fatto che voglia sempre stare in piedi...
E Nex che mi ha comprato le rose, perchè venerdì saranno 4 anni che stiamo insieme... che sono così pochi, se ci penso, rispetto a tutto quello che abbiamo fatto insieme, e che non vedo nel mondo un'altra vita migliore di questa con lui.
Io sono felice. Schifosamente felice.
Quanto mi piace, essere felice!
E voi come state?
lunedì, settembre 29, 2008
Sabato eravamo da Ikea.
Stavamo pranzando (stavo dando la pappa a Dafne) quando una famiglia si siede al tavolo accanto al nostro. Padre, madre, due figli (maschio e femmina).
I bambini ridono, sono stra felici. Sono eccitati, forse, da questa novità di mangiare ad un self service, di mangiare le patatine... si vede che sono veramente pieni di gioia.
Per cui, molto educatamente e a bassa voce, iniziano a dire: - mamma, voglio quello! No, io voglio le patatine. Dai mamma, ho fame!
Ma, ripeto, molto educatamente, e senza dar fastidio a nessuno.
Il padre, invece, dà di matto.
Si rivolge alla moglie dicendo: - Cosa ti avevo detto? Cosa ti avevo detto? Io con loro non voglio più uscire, hai capito? Basta, io non mangio più...
E getta le posate sul tavolo, il tovagliolo... allontana il vassoio in modo molto brusco.
Dà del 'coglione' al figlio (avranno avuto, che so, 6 e 9 anni) e inizia a dire che lui si è rotto le palle, che loro sono tutti dei cretini, e che lui non li sopporta, ecc ecc, continuando a dare pugni sul tavolo e ad usare modi molto sgarbati.
La madre, per tutta risposta, si alza come se niente fosse, e si allontana qualche minuto per condirsi l'insalata. Così i due bambini restano soli con il padre, che continua a rincarare la dose.
Il pranzo si conclude con un silenzio di tomba: i bambini mangiano in silenzio, non ridono più. La madre fa finta di nulla e sorride a Dafne e la chiama (e io la giro dall'altra parte, perchè non voglio che abbia contatti con queste persone), senza smettere mai di sorridere.
Ecco.
Io questa scena l'ho vissuta per circa 25 anni della mia vita.
Tutti i Natali, TUTTI.
Tutti i giorni di festa. Tutte le volte che siamo andati in giro.
E tutte le volte che la sera ci si sedeva a tavola per cenare.
Se ridevamo, erano insulti, grida, o anche botte.
Se il coltello era sbagliato, erano botte.
Se la cena non era gradita, erano botte. E piatti sbattuti, e posate lanciate, e sedie buttate in terra. E scioperi della fame.
E noi a mangiare in silenzio con la testa dentro il piatto, a mangiare cena e lacrime insieme.
E quando sabato ho rivisto questa scena, è come se avessi rivissuto di nuovo tutto questo. E il mio schifo, il mio rancore, la mia rabbia, le mie paure... fossero riemerse per dirmi: PRESTA SEMPRE ATTENZIONE A CIO' CHE FAI... NON DIVENTARE MAI COSI'.
Non ho potuto fare niente... perchè in realtà quell'uomo non stava facendo 'niente'.
Ho sperato che tirasse uno schiaffo al bambino, così da poter intervenire.
Così da poter dire a questi bambini di non smettere di sperare, perchè la felicità esiste, ed esiste anche l'amore, ed esistono anche le famiglie vere.
Disprezzo quelli che picchiano i figli. Li disprezzo.
Disprezzo coloro che li insultano, che li deridono, che li sminuiscono, che li offendono.
Coloro che distruggono la loro libertà, che cancellano la loro autostima.
Li disprezzo con tutta me stessa.
I miei suoceri non hanno MAI picchiato i loro figli.
Quindi, io penso sia possibile anche per noi seguire lo stesso esempio.
Voi permettereste a vostro marito di tirarvi uno schiaffo se commettete un errore? Io no.
E perchè noi, come genitori, dobbiamo sentirci autorizzati a picchiare un bambino se commette un errore?
lunedì, agosto 18, 2008
Tema: le mie vacanze
Anche quest'anno non abbiamo fatto le vacanze. Si prospetta un autunno lavorativamente difficile e quindi facciamo come le formichine: mettiamo da parte le briciole adesso, per quando verranno tempi peggiori (che se poi vengono tempi migliori, ancora meglio).
In realtà, credo che anche quando saremo spaventosamente ricchi non faremo vacanze. E' troppo divertente stare in città e girare per negozi, parchi, giardini... la città è nostra.
E poi siamo una bella squadra, noi tre.
Ci coccoliamo tutto il giorno, andiamo a spasso, facciamo i pic nic sui prati e ci facciamo divorare dalle zanzare.
Torniamo a casa con i piedi pieni di sabbiolina e i capelli sudati. Mangiamo il gelato sulle panchine, contendendoci (io e Dafne) l'ultimo cucchiaino di fior di latte.
Dafne è un'amore.
Credo che per lei sarà difficile, la prossima settimana, quando il papino andrà a lavorare. Ma del resto lo sarà anche per me. Per non parlare di quanto sarà difficile per lui.
Ma ho già in mente tanti giochi nuovi per lei, e tante passeggiate, e un mare di canzoncine.
Questo è il periodo più bello, fino ad ora. Lei così interattiva, così affettuosa, così divertente.
Parla parla parla parla parla. Non sta mai zitta. E invece di gattonare, striscia. Insomma: il dna non mente. Pigra e lingua lunga, esattamente come mamma e papà.
Al mattino facciamo i turni per dormire un'oretta in più. Perchè la precisina alle otto in punto inizia a cantare al suo orsetto e non molla finchè non la tiriamo giù dal letto e le tappiamo la bocca con il biberon.
E poi, comunque, alla fine, alle 9 siamo sempre stra-svegli. Perchè è un peccato perdersi un pezzo di vita familiare, quando stai bene.
E' difficile spiegare cosa facciamo e cosa stiamo facendo... in fondo non facciamo nulla di speciale.
Come vorrei che la nostra vita fosse sempre così 'banale'.
Svegliarci con i sorrisi di Dafne, giocare nel lettone, docciarsi e vestirsi, uscire a passeggiare o guardare i cartoni animati. Cantare. Farsi gli scherzi. Chiacchierare. Fare merenda al chioschetto dei cinesi, con la granita, una birra e uno yogurt. Leggere tutte le riviste di gossip e leggere tutti i nuovi libri che abbiamo comprato.
Far ridere Dafne a crepapelle facendole il solletico. Guardarla per un'ora mentre dorme e ride nel sonno, o mentre si gira e si rigira infilando i piedini tra le sbarre del lettino...
La verità è che sono tremendamente felice.
Felice di Nex, felice di Dafne. Felice di queste giornate 'povere' in cui si arriva stanchi la sera e si dormono sonno profondi.
Felice di comprare le scarpe in saldo. Felice di andare in giro con un pieno di benzina.
Felice di questi muri rossi, dei mobili di Ikea, della mia piccola vita.
Felice quando abbraccio Dafne, la annuso, le mangio le braccine ciccione e penso che è impossibile amare di più qualcosa o qualcuno di quanto io ami lei. Guardarla diventare grande, commuovermi per ogni suo sorriso sdentato, esserci quando sta male, infonderle sicurezza.
Spesso, io e Nex, ci domandiamo: 'ma come facevamo ad essere felici senza di lei?'
Già... cosa facevamo, prima che nascesse Dafne?
Lei che è la sintesi di noi due, della nostra storia, del nostro Amore. Lei che ancora non sa di esserci, e si fida ciecamente di noi, di cosa le facciamo, di cosa le diamo. Lei che è una persona a sè stante, eppure ancora così dipendente da noi, da ciò che siamo e da ciò che saremo...
'Vorrei avere le magie.'
Per vivere per sempre in questo modo. Per tenermi stretta questa vita semplice e piccola, le persone che amo, gli amici, le cose di poco conto.
Per saper raccontare davvero cosa significa essere felici sul serio.
Per spiegare davvero cosa significa essere qui e vivere la vita che hai desiderato.
Il Mulino Storto.
Sempre più solido e nello stesso tempo più lieve.
sabato, agosto 02, 2008
Io ti voglio bene
Da quando è nata Dafne, ho detto questa frase tutte le sere. Quando la metto nel lettino, e le faccio le ultime coccole della giornata e respiro tutto il suo odore di biscotti e pannolino, riesco a pensare solo e sempre una cosa: io ti amo. Ti amo da sempre, da quando sono nata, da quando la tua voce è entrata nelle mie orecchie, sette mesi fa, e ci siamo guardate negli occhi per la prima volta, e io ti ho riconosciuta, e sapevo che ero vissuta fino ad allora solo per darti la vita.
Io ti voglio bene.
Quando ridi e ti emozioni, quando hai fame e spalanchi la bocca gettandoti sul cucchiaino, quando ti svegli al mattino sorridente e chiacchierona...
Tutto, in te, mi dice che la felicità esiste, che esiste il bene, che la vita è degna di essere vissuta fino in fondo.
Tanto tempo fa, dopo che mio padre mi picchiava, mi telefonava piangendo e mi diceva: io ti voglio bene. Ti picchio perchè ti voglio bene, perchè se adesso ti picchio tu un giorno sarai una persona migliore, avrai successo e diventerai tanto ricca.
E ho capito, nel corso degli anni, che ci sono infiniti modi di voler bene. Alcuni sono sbagliati. Altri sono incompleti. Altri ti spalancano il cuore come una tua fresca risata.
Oggi sono povera, non sono diventata la ragazza ricca e di successo che mio padre avrebbe desiderato. Non ho un lavoro fisso, mi arrabatto a lavorare da casa, quando trovo lavoro.
Non sono magra, non metto più minigonne ascellari e non sono mai stata una persona migliore di altre... anzi, forse tutto l'opposto.
Però amo. Amo da morire... o meglio, amo da vivere.
Amo Nex, con tutto il cuore. Amo Dafne.
Amo la nostra casa Bolognese con i muri rossi e i mobili di Ikea e il mutuo di 35 anni.
Amo tutti gli amici che ho intorno, quelli lontani e quelli nella via di fronte. Amo svegliarmi al mattino e pensare che sto per vivere un'altra bellissima giornata.
Io ti voglio bene. sì.
Voglio bene a moltissime persone, oggi. Ho deciso di non odiare mai più nessuno, nella mia vita.
Ho deciso di usare la mia indolenza verso l'odio, diventando troppo pigra per odiare.
E' stato troppo difficile, nella vita di prima, imparare ad amare.
E adesso so che non c'è niente altro, nella vita, che valga la pena di fare.
venerdì, agosto 01, 2008
Quest'anno ci siamo arrivati un po' carponi, ma ci siamo arrivati lo stesso.
Finalmente da domani siamo ufficialmente in vacanza.
Che poi non andiamo da nessuna parte, perchè, anche se non siamo ancora senza lavoro, non si sa mai come gireranno le cose... e quindi ci tocca risparmiare per i tempi duri.
Tre settimane... che pacchia.
Tre settimane di passeggiate, musei, libri, parchi giochi, colazione al bar. Ma cosa si può volere di più?
Noi tre insieme, tutto il giorno.
La vacanza perfetta.
E poi, ognuno si rilassa come può... giusto? :))

p.s.
Ah. Ho una novità.
Tra pochi giorni svelerò l'arcano.
Ma è una bella novità.
giovedì, luglio 24, 2008
Sto bevendo latte e menta. Latte freddo, quasi come da bambina.
Eccetto per il fatto che il latte è scremato e la menta è light.
Il sapore, comunque, è lo stesso.
Sono passate due settimane abbastanza infernali. Giorni di interminabili attese, ed ennesime delusioni.
Ma si sa, in Italia...
non trovi un lavoro fisso in italia
ma baci il crocifisso in italia
i monumenti in italia
le chiese con i dipinti in italia
gente con dei sentimenti in italia
ci sono cose che nessuno ti dirà…
ci sono cose che nessuno ti darà…
sei nato e morto qua
sei nato e morto qua
nato nel paese delle mezze verità
Comunque, in fondo, al Mulino Storto c'è sempre una risata da fare. Sempre una cena da organizzare.
Una teglia di melanzane alla parmigiana e una bottiglia di vino.
Amici nuovi, vecchi e ritrovati.
I sorrisi di Dafne, l'immenso Amore.
La libertà che non ci toglie più nessuno.
giovedì, luglio 03, 2008
Oggi parlo di culo e progetti educativi... prendo spunto da qualche conversazione avuta su vari blog e in privato, per dire la mia teoria sull'argomento e, magari, potermi confrontare in maniera estesa...
Quando dico che mia figlia, Dafne, mangia e dorme tranquillamente, mi sento sempre dire: - Che culo!
Dafne ha iniziato a dormire 6 ore filate quando aveva circa un mese e mezzo, e oggi che ne ha sei e mezzo, dorme 10 ore.
- Che culo!
Ora, io ammetto l'esistenza del culo, nella vita, e di tutta la fortuna sfacciata del mondo. Sicuramente esistono bambini dall'indole più tranquilla, e altri con un temperamento più sanguigno, più nervosi, più agitati. Ma mi scoccia che tutto ciò che dico venga sempre e solo ridotto a semplice fortuna, come se la normalità fosse altra, ovvero di bambini che non mangiano, non dormono, piangono in continuazione, ecc...
Per fare in modo che Dafne raggiungesse questo 'obiettivo', c'è voluta fortuna, ma anche tanto tanto tanto lavoro.
1. pace
Innanzi tutto un grande e immenso lavoro su noi stessi. A casa nostra non si urla, non si litiga, non ci si insulta. Non lo si faceva prima del suo arrivo, e non lo si fa ora che c'è lei.
Non urliamo mai. Nemmeno quando ne avremmo motivo.
Abbiamo imparato a riconoscere le frustrazioni esterne e a non scaricarci addosso le nostre ansie. Se un lavoro va male, non si torna a casa musoni. Se si rompe un tubo, non si sbraita in modo generalizzato. Se ci aprono la macchina, non bestemmiamo in cinese.
Abbiamo intrapreso una scelta di pace. E questo già, secondo me, ci distingue da molte famiglie in cui le urla sono il pane quotidiano. Ne sento tutti i giorni.
E non è che siamo santi, no no. Siamo solo, fondamentalmente pigri, e vogliamo semplicemente stare bene e non stare male. Questa è la nostra filosofia di vita.
Il clima, quindi, a casa nostra, è sereno. E questo si ripercuote sul carattere di Dafne, che è serena, non conosce (per ora... poi vedremo quando avrà 15 anni :)) la paura, l'ansia o i musi lunghi, e conosce solo le risate e grandi momenti di pace.
2. regole
Dal primo giorno (dal terzo, quando siamo tornate a casa), Dafne ha sempre dormito nella sua culla. Non è mai stata cullata per far sì che si addormentasse, non è mai stata addormentata in braccio. Non è mai stata messa a dormire nel lettone.
Se piangeva (per le coliche, o per un po' di spleen), la prendevamo su, la consolavamo, e poi, da sveglia, la rimettevamo giù. Anche per 30 volte di seguito. Così come pedissequemente copiato dal metodo di Tracy Hogg, 'Il linguaggio segreto dei neonati'.
Non abbiamo mai adottato metodi nazisti tipo 'Fate la nanna', cioè non abbiamo mai permesso che piangesse da sola e disperatamente: nelle sue crisi, siamo sempre stati entrambi presenti, di giorno e di notte.
Non abbiamo mai adottato, di contro, il metodo del 'tutto a richiesta'. Le abbiamo dato da mangiare agli orari prestabiliti, lasciandola frignare, se necessario, se le veniva fame troppo prima del tempo.
Di notte, le abbiamo imposto di dormire: non l'abbiamo mai tirata su se frignava per noia o per 'capriccio'. La consolavamo, e stop. Non le abbiamo quasi mai cambiato il pannolino, di notte, per farle capire che di notte si dorme, non si gioca, non si mangia, non ci si alza, non ci si fa cullare a destra e sinistra.
E infatti ha funzionato. Dafne dorme, tutta la notte. Si addormenta sorridendo e si sveglia sdorridendo. Sorride sempre, questa bambina... questa sì, che è una fortuna!
Di giorno, invece, l'abbiamo abituata da subito a dormire con la luce e col rumore (non quello di una sega circolare, ma il rumore della vita quotidiana: gente che parla, tv, pc, rumore di piatti, ecc... e anche negozi, centri commerciali, dove abbiamo iniziato a portarla a soli 5gg). E questo probabilmente l'ha aiutata a distinguere davvero il giorno dalla notte.
E tutto questo è stato difficile!!! Altro che fortuna!
E' un lavoro che abbiamo fatto (e facciamo) ininterrottamente da 6 mesi a questa parte, senza mai saltare un giorno, nemmeno quando stiamo male, siamo stanchi o siamo svogliati, e vorremmo tanto mettercela nel lettone invece che insistere con il metodo.
3. indipendenza
Abbiamo insegnato a Dafne ad essere indipendente. A giocare anche da sola. Ad addormentarsi per conto suo, dopo essersi fatta una bella chiacchierata col suo orsetto. A non essere costantemente appiccicata a me che sono sì a casa, ma devo lavorare come tutte le altre mamme del mondo.
Anche adesso, mentre scrivo, lei è in soggiorno che lecca il suo libro di stoffa, e io la tengo d'occhio da lontano.
Chiaramente non funziona tutto il giorno così, ma almeno un paio d'ore al giorno, lei sa che sono tutte per lei (e per me) e che ciascuna fa i suoi lavori, senza rompere le scatole all'altra.
E io credo che questo le stia facendo davvero bene, perchè rafforza la fiducia che ha in se stessa, rafforza la sua personalità e la percezione che lei ha (avrà) delle sue capacità.
Quante volte sarebbe più bello, per me, tenerla sempre in braccio e mangiarmela di baci per tutto il giorno... ma so che questo non le fa bene, non l'aiuta. E che i baci, le coccole, i giochi... sono belli se rientrano in un sistema progettato e condiviso di regole, in un progetto educativo serio e studiato a tavolino, prima del suo arrivo.
Concludendo...
Non mi sento una madre migliore delle altre: ho tanti problemi da correggere, tanti nodi che vengono al pettine, tante questioni che devo ancora affrontare e risolvere... ma mi impegno a fondo.
Sono una madre che ha un progetto (oltre che una madre A progetto) e che si fa un mazzo tanto per perseguirlo, anche quando è di una scomodità allucinante.
Sono una mamma fortunatissima, perchè ho avuto una figlia docile e felice, con cui è stato possibile applicare un progetto, e so che questa fortuna non è data a tutte, purtroppo, e che ci sono bambini dall'indole decisamente più difficile.
Ma la fortuna è accompagnata da un grande, grande, grande lavoro: su di me, sulla nostra coppia, sulla nostra idea educativa.
Per cui, sì, fortunati... ma anche 'bravi'!!!
lunedì, giugno 02, 2008
Ma uffaaaa!
Già finito?!
martedì, maggio 13, 2008
c'è questa stupida ossessionata tristezza
tutte le sere che precedono
l'inizio della settimana
la mia stupida ostinata negazione
fingere che il tempo si dilati al mio comando
perchè vorrei una vita di domeniche mattina
noi tre nel letto
siamo l'universo
ridere piangere stupirsi dissennatamente
di questa vita
che io e te abbiamo fatto
e che adesso ha occhi grandi mani sorrisi sdentati
parole ancora da venire
racchiusa come brina gelata dentro la mia
stupida ossessione
di fermare il tempo nella perfezione dell'aurora
ed essere per sempre la sola destinazione
possibile
il solo momento
l'unica perfezione dell'esistere.
lunedì, aprile 28, 2008
Le cose che vanno, e le cose che non vanno...
Succede che la casa fa schifo: polvere ovunque, metri cubi di panni da stirare, i pavimenti da pulire.
E succede anche che, alla fine, quel lavoro che aspettavo non ci sarà: non sono laureata, e questo ha complicato le cose. Unito al fatto che per gli statali è sempre un po' tutto così: loro stanno bene, e i precari-satellite che gli ruotano intorno non sono abbastanza importanti nemmeno per provare sensi di colpa.
Però succede anche che Dafne cresce, che inizia a "parlare", che ride sempre, che impara a giocare.
E succede che passi un sabato a Firenze e ti fa male il cuore quando vai via, perchè vedi i tuoi amici innamorati e perfetti, e, per egoismo, vorresti averli tutti accanto a te, sempre.
martedì, aprile 08, 2008
Dafne è qui accanto a me che dorme, con quelle sue manine cicciotte tenute verso l'alto, come se stesse sempre per esultare.
Io scrivo su una tastiera di silicone, per non fare rumore.
E sono innamorata.
giovedì, marzo 27, 2008
Ho quasi 32 anni. Porcaccia miseria, 32.
Forse dovrei smetterla di ritagliare immagini dalle riviste per incollarle nella mia wish list.
Forse dovrei smetterla di togliermi le caccole prima di andare a dormire.
Forse dovrei smetterla di progettare la casa dei miei sogni con TheSims.
Forse dovrei smettere anche di andare in giro per casa con i pantaloni della tuta, la camicia da notte e il maglione.
Ma alla fine chi me lo fa fare, dai... essere una persona seria, vestirmi da donna, essere sempre la migliore. Che palle.
Trovo che sia tanto bello saper ancora ridere come una scema. Avere le ciabatte puzzolenti. Perdere tempo a cazzeggiare su internet per progettare la più bella casa delle bambole mai costruita da essere umano. Sfogliare i cataloghi dell'Ikea e far finta di parlare all'architetto: "Ecco, voglio due di quelli, quattro mobiletti e i faretti da installare a vista. Me li porti per fine settimana".
[...] Ecco, appunto, lo sto facendo di nuovo. Mi perdo completamente nei miei pensieri, e sogno ad occhi aperti... e sarei anche capace, adesso, di farmi tutta una storia immaginaria su quando saremo così ricchi che potremo smettere di lavorare, e allora mi dedicherò a cose costruttive e creative, e poi manderò un po' di regali alle mie amiche, e non stirerò nemmeno più una polo o una camicia. E in casa avrò uno di quei giardini segreti, e mi metterò sotto il porticato a leggere tutti i libri del mondo, come desideravo fare da bambina.
Il fatto è... che sto così bene, in questa mia piccola vita, che non serve nemmeno più che mi impegni per fare altro. Mi basta sognare, perchè tanto la realtà è un posto da cui non ho nessuna intenzione di fuggire, perchè sarei pazza se fuggissi dalla felicità.
Voglio scappare solo da quelli che non sanno ridere. Da quelli che non sono mai felici di niente.
Voglio scappare da quelli che credono che il mondo sia solo un posto di merda.
Ma il mondo è come noi lo facciamo.
E io, il mio mondo, lo faccio pieno di risate, pieno di case di babbo natale, pieno di piedini puzzolenti di Dafne (deve essere una cosa di famiglia), pieno di biscotti alla nutella, pieno di baci e di coccole, pieno di domeniche mattine d'inverno quando te ne stai sotto le coperte a leggere, pieno di amiche a cui fare tanti regali.
Chi vuole farsi un giro?
martedì, marzo 25, 2008
Dafne ormai ha 3 mesi suonati. Io sto programmando un sacco di cose, e sono eccitata al pensiero di ricominciare a lavorare e studiare seriamente... anche se l'organizzazione, in questa fase, sarà fondamentale.
Ho appena terminato il mio bellissimo planning settimanale, includendovi anche il tempo per le pulizie di casa (bleah), gli hobbies e lo studio di una nuova lingua straniera.
Mi è sempre piaciuto un sacco creare i planning, fare i miei ciapini con xls, colorare le caselline e programmare attentamente il lavoro e lo studio. Mi piace talmente tanto programmare, che mi dimentico, poi, di fare...

Insomma, diciamocelo: è perfetto. Ho organizzato la giornata in blocchi di 2 ore, a partire dagli orari di Dafne (poppate, cambio, giochini con la mamma, ecc...).
Adesso non mi resta che scrivere (a matita) il programma di questa settimana, per poi (non) riuscire a rispettarlo. (Per quello lo scrivo a matita, così posso cancellare mille volte ehheee)
E per concludere, un video per gli amici:
Dafne e i suoi primi versetti
domenica, marzo 09, 2008
sabato, febbraio 09, 2008
Finalmente a casa... Dopo una settimana interminabile a Torino senza Nex, circondata da parenti e amici dei parenti, oggi finalmente mi sto rigenerando.
Questi i due ricordi belli: Dafne e le sue bisnonne...

venerdì, gennaio 18, 2008
Smentite
1. La smentita numero uno, era quella, trita e ritrita, che la gravidanza è uno stato di grazia. In realtà, è il colpo di grazia.
2. La smentita numero due, era quella che allattare è la cosa più bella del mondo, e se riesci a trasformare il dolore in piacere, allora arriverai direttamente alle alte vette della beatitudine, e un coro di santi e di angeli intonerà l'inno dell'amore. Nessuno mi vorrà credere, ma io questo discorso l'ho sentito, paro paro, anche da uno che si era fatto un piercing al pisello (per sentito dire, eh
), e che diceva che il dolore presto si sarebbe tramutato in piacere. Ah, bin! Immagina il piacere di due capezzoli che si spaccano a metà, lasciando pezzetti di te sulla faccia della tua bambina... (vogliamo scommettere che quelle della leche league non leggeranno mai il mio blog?
)
3. La smentita più importante, è quella che confuta l'idea che quando ti nasce un figlio non hai più il tempo di fare altro. Molte mamme mi dicevano: Ahhh, vedrai, quando nascerà non avrai più il tempo nemmeno di farti la doccia. Non uscirai per almeno due anni. Non farai più sesso con tuo marito. Riposati adesso, finchè puoi, perchè poi lo rimpiangerai. Ahhh, vedrai... i primi mesi non riuscirai a dormire e quando avrà le coliche sarà pure peggio... (amiche, vi prendo un po' per il culo, ma con affetto, perchè lo meritate
).
Ma che balla colossale...
Avere un bambino è bellissimo! Se prima eri una persona felice, adesso sei una persona stra-felice.
Se prima ti piaceva andare all'Ikea per 9 ore di seguito (sì, e allora?!), adesso ti piacerà andarci spingendo il passeggino. Se prima ti piaceva bere lo Spritz al Campari, adesso lo berrai con più gusto, sapendo che tua figlia lo gusterà con te, stasera, quando la allatterai
.
Donne, non credeteci, quando vi dicono che la maternità cambierà il vostro stile di vita: lo cambierà solo se voi vorrete cambiare il vostro stile di vita!
Un bambino può amare le stesse cose che amate voi: uscire, vedere gente, osservare le luci di Natale, concedersi un aperitivo prima di cena, immergersi nella città senza mèta... Perchè a tutti piace essere felici, soprattutto ai bambini, che di felicità devono (dovrebbero) nutrirsi, per diventare adulti sani, senza rimpolpare le schiere di coloro che sopravvivono, senza vivere mai per davvero.
Non raccontiamoci la balla che per essere una buona mamma occorre immolarsi per il proprio figlio: quelle erano robe di martiri, crocifissioni e corone di spine, che poi non sono finite tanto bene... (no, per dire, adesso nemmeno alla Sapienza, ce li vogliono più, questi tignosi che credono al martirio
)
giovedì, gennaio 10, 2008
L'Amore è...
giovedì, dicembre 20, 2007
Dafne
Sì, è lei. Questa l'abbiamo fatta noi.
E' nata il 16 Dicembre, con un cesareo d'urgenza, e pesava 2.995.
Dire che è bellissima, è scontato. Ma abbiamo la fortuna di poter dire che è anche bravissima: noi eravamo già due persone felici, ma adesso... la felicità è esplosa in un modo in cui nemmeno il più celebre dei poeti saprebbe raccontare.
Questa foto, forse, parlerà per noi.
venerdì, dicembre 07, 2007
Della serie: quando ti dicono che devi riposare, cosa ti puoi inventare per far passare il tempo?
Eccerto: la casetta pagana di Babbo Natale! 
Ma quante ne so?




Questa bambina dovrà chiamare il telefono azzurro o pensate che si possa comunque salvare? 
Update:
no, scusate... vi faccio solo notare il particolare del tavolo: 
Maledetta insonnia! Odiate contrazioni!
E, soprattutto (ANATEMA!), mannaggia a quelle cazzo di lenzuola che ho voluto cambiare oggi.
Ne ho messe un paio che erano tanto carine, ma che non ricordavo quanto pungessero!!!
Mi sembra di stare coricata su una grattuggia.
Odio, tutto questo.
Oh, mattina d'inverno.
Giungi presto.
Cosicchè io possa dar fuoco a quelle lenzuola,
rapidamente.
lunedì, novembre 19, 2007
Siamo ancora qui. Valigia pronta. Scarpe vicino alla porta.
Venerdì ho avuto la visita di controllo, e ho scampato l'eco trasvaginale, che era quella che mi aveva provocato, molto probabilmente, il secondo distacco di placenta (grazie alle sapienti mani del macellaio che me l'ha fatta, e che anche venerdì avrebbe dovuto farmela...).
Venerdì prossimo si ripete il tutto, e stavolta niente scuse: l'eco mi tocca.
Che dire. Si aspetta.
In teoria dovremmo aspettare ancora un mese... ma io continuo a sostenere che ci siamo quasi!
mercoledì, ottobre 31, 2007
Chi non muore, si rivede?
Brevissimo aggiornamento: torno oggi dall'ospedale, dopo 5 giorni di ricovero. Qui nella pancia di mamma Mulino Storto, si è verificato un secondo distacco di placenta.
Comunque la piccola sta bene, e adesso siamo a casa, pronti a preparare la valigia e ad aspettarla. Ormai è chiaro che la bimba nascerà random, come je pare
domenica, ottobre 07, 2007
Sta per iniziare una settimana impegnativa: suocera (santa subito) che arriva tra poco per pulire, stirare e cucire; contrazioni ormai fedeli, tutte le sere; festa mercoledì sera e... cos'altro?
Ah, già. Venerdì mi sposo. Quindi, alla fine, pare non fosse uno scherzo.
E infatti non c'è un cazzo da ridere.
[Ed ecco perchè il matrimonio mi fa schifo, ma non mi fa schifo mio marito:
Sono molto combattuta, ultimamente...
Io e Nex abbiamo affrontato il mio tasto dolente: il matrimonio. Io sono sempre stata contraria, per due ragioni, una personale, e una "civile": da una parte, personalmente non ho mai creduto al matrimonio, vista l'esperienza dei miei; dall'altra parte ho sempre sostenuto che non mi sarei sposata finchè anche gli omosessuali non avessero potuto farlo (io non lo voglio, un diritto in più, se non ce l'hanno tutti).
A me mi vien da piangere. Perchè io per Dafne vorrei essere una mamma coerente con i miei ideali.
Io volevo che nascesse in un posto dove tutti sono uguali, e dove i diritti fossero già conquistati. Io volevo conquistarli per lei, e portarli avanti per lei. Cedendo, mi sembra quasi di lasciare il peso alla sua generazione, dicendole che toccherà a lei sbrigarsela a risolvere i problemi che ci sono, perchè noi non ci siamo riusciti.
Speravo tantissimo nei DICO, ci speravo davvero.
Io e Nex siamo felici e innamorati, e al nostro rapporto non manca nulla, e soprattutto non ci serve, a livello affettivo, un legame formale che dica che siamo uniti, perchè già lo siamo.
Però alla fine siamo un IO + un IO, e non siamo un NOI, dal punto di vista legale.
Io ci sto pensando per un semplice motivo, che forse fa anche un po' sorridere, ma che è comunque da valutare: se mi succede qualcosa al momento del parto, Nex cosa fa? (Non mi sento pessimista, ma è comunque un ragionamento da fare).
Intanto io desidero che sia lui a scegliere per me, se le cose vanno storte. E conoscendo i miei genitori, so benissimo che glielo impedirebbero.
E poi, non secondariamente, voglio che sia tutelato. Insomma... tutto si riduce a una questione di tutela futura, soprattutto per Dafne, che alla fine farebbe le spese delle nostre scelte di conviventi.
Io sono tristissima... lo so che per voi è ridicolo, ma per me è come violare un principio su cui ho sempre basato la mia vita.
Che palle... odio l'Italia, credetemi. La odio con tutta me stessa. E non vedo l'ora di andarmene.]
domenica, settembre 23, 2007
Facciamo finta che...
Facciamo finta che mi sposo e ho bisogno di preparare un dolce per il pranzo. Che dolce posso preparare?
Facciamo finta che vorrei fare una torta a due livelli, con una base rotonda e una a forma di cuore (sempre perchè faccio finta di essere romantica) appoggiata sopra, decorata con confetti (certo, facciamo finta), calle e peperoncini di marzapane.
Ecco... sempre facendo finta, di che torta di si tratterebbe? Un pan di spagna farcito con crema chantilly?
Un pan di spagna bagnato con alchermes?
Ma soprattutto, questo cavolo di pan di spagna, andrebbe rivestito con marzapane, glassa a freddo o semplice zucchero a velo? Sempre, ovviamente, che io mi sposassi davvero, nè.
giovedì, settembre 13, 2007
Il Mulino Storto - prima parte
Mia mamma, negli anni 80, raccoglieva i punti del Mulino Bianco, così noi regolarmente facevamo colazione in quelle tazzone bianche con il disegno del mulino, pucciando i nostri tegolini nel latte (e tengo a precisare che una volta i tegolini erano più grandi, ne sono sicura).
Che poi, chi ci ha mai creduto davvero nell'esistenza di queste famiglie perfette, stirate, sorridenti... era bello sperarci, ma credere è tutta un'altra faccenda.
Quando io e Nex ci siamo innamorati, avevamo accumulato così tanta vita, dietro le spalle, che forse nessuno dei due avrebbe mai creduto che essere felici fosse un concetto reale.
Abbiamo iniziato unendo due solitudini e due malinconie, e abbiamo finito per cadere in un vortice ebbro in cui l'amore ti tritura, ti ripulisce e ti rinnova.
Io credo davvero che prima che io e Nex ci innamorassimo, l'Amore sulla terra non fosse mai esisitito. Prima di questo nostro big ben, io credo, nessuno aveva mai amato veramente...
lunedì, agosto 20, 2007
E' appena un anno che viviamo in questa casa... quanta fatica abbiamo fatto!
Ci sarebbero ancora alcune piccole cose da fare, ma anche questi pezzetti mancanti, alla fine, danno carattere all'ambiente.
Oggi, dopo la morfologica, sapremo se continuare a trasformare la casa, o lasciarla com'è. Con quella cameretta trasformata in magazzino, da mettere a posto, per creare un nido.
Non vedo l'ora di scelofanare quella culla, e progettare.
venerdì, giugno 30, 2006
Ormai da lunedì viviamo nella nuova casa.
Siamo ancora circondati da scatoloni e dalla sensazione particolare delle aumentate distanze. Finita l'era del monolocale proviamo un certo imbarazzo nel riappropriarci del nostro spazio vitale.
Io ho ancora tre o quattro lavatrici arrettrate: il bucato ha preso il sopravvento sulle mie sere.
Abbiamo aperto un "blog di casa". Il primo blog comune.
Forse allora qui ricomincerò a scrivere di Poesia, relegando il bucato ad altre pagine mediatiche.
lunedì, giugno 12, 2006
Tra poco più di mezz'ora avremo le chiavi della nostra casa.
Agitati e felici come due bambini il primo giorno di scuola.
Non so come esprimere questa miscellanea di fatica, attenzione, paura, emozione, tenerezza... di vita pura che mi avvolge e che mi scalda.
Non dimentico la strada. Non dimentico gli affetti veri: amici, amici, amici.
Ma, permettetelo ancora per poco, sto godendo di questa personalissima felicità sublime.





