lunedì, luglio 28, 2008
Precari siete e precari rimarrete!
Passa la misura anti-regolarizzazione: da IlSole24Ore
'Finora il giudice che riscontrava irregolarità sul ricorso ad uno o più contratti a termine, poteva obbligare il datore di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato. Ma non sarà più così.'
In pratica: un datore di lavoro può stipulare contratti a tempo determinato irregolari (più rinnovi di seguito senza assunzione, interruzioni di quindici giorni e stipula di un nuovo contratto, contratti a tempo anche dopo i 2 anni di collaborazione, ecc...) senza essere più obbligato dal giudice, in caso di contenzioso, ad assumere il dipendente. Potrà pagare semplicemente una multa che risana l'irregolarità commessa.
Se hai i soldi, puoi fare tutto quello che vuoi, in Italia. Anche disonestamente.
Tanto, poi, con la multa la tua coscienza ritorna pulita. Come una mega, gigantesca, indulgenza.
Applausi!!!
giovedì, luglio 24, 2008
Sto bevendo latte e menta. Latte freddo, quasi come da bambina.
Eccetto per il fatto che il latte è scremato e la menta è light.
Il sapore, comunque, è lo stesso.
Sono passate due settimane abbastanza infernali. Giorni di interminabili attese, ed ennesime delusioni.
Ma si sa, in Italia...
non trovi un lavoro fisso in italia
ma baci il crocifisso in italia
i monumenti in italia
le chiese con i dipinti in italia
gente con dei sentimenti in italia
ci sono cose che nessuno ti dirà…
ci sono cose che nessuno ti darà…
sei nato e morto qua
sei nato e morto qua
nato nel paese delle mezze verità
Comunque, in fondo, al Mulino Storto c'è sempre una risata da fare. Sempre una cena da organizzare.
Una teglia di melanzane alla parmigiana e una bottiglia di vino.
Amici nuovi, vecchi e ritrovati.
I sorrisi di Dafne, l'immenso Amore.
La libertà che non ci toglie più nessuno.
mercoledì, luglio 09, 2008
non ne posso più... questa tensione mi uccide.
non sono mai stata brava ad aspettare.
quanto, quanto c'è ancora da aspettare?!
martedì, marzo 25, 2008
Dafne ormai ha 3 mesi suonati. Io sto programmando un sacco di cose, e sono eccitata al pensiero di ricominciare a lavorare e studiare seriamente... anche se l'organizzazione, in questa fase, sarà fondamentale.
Ho appena terminato il mio bellissimo planning settimanale, includendovi anche il tempo per le pulizie di casa (bleah), gli hobbies e lo studio di una nuova lingua straniera.
Mi è sempre piaciuto un sacco creare i planning, fare i miei ciapini con xls, colorare le caselline e programmare attentamente il lavoro e lo studio. Mi piace talmente tanto programmare, che mi dimentico, poi, di fare...

Insomma, diciamocelo: è perfetto. Ho organizzato la giornata in blocchi di 2 ore, a partire dagli orari di Dafne (poppate, cambio, giochini con la mamma, ecc...).
Adesso non mi resta che scrivere (a matita) il programma di questa settimana, per poi (non) riuscire a rispettarlo. (Per quello lo scrivo a matita, così posso cancellare mille volte ehheee)
E per concludere, un video per gli amici:
Dafne e i suoi primi versetti
mercoledì, gennaio 16, 2008
Passa a Tim, ricevi un carico di frustrazione
- dedicato a chi lavora nei call center -
Da giorni non posso mandare sms. E va bene. Chiamo una volta, due volte, tre volte, quattro volte, cinque volte... e tutte le volte sono gentile e sorridente, faccio battute, scherzo con gli operatori che mi rispondono, rammentando bene i miei 2 anni e mezzo di lavoro all'892424, e la condizione sfigatissima dei precari del call center.
Poi Dafne inizia a piangere, perchè ha fame. E vabbè, ha un mese: per comunicare, piange. La metto sull'ovetto, mi allontano di qualche metro da lei, e mentre suo papà le prepara un cicchettino di latte artificiale, io resto in attesa al telefono...
E quella stronza maleducata idiota dell'operatrice comincia a dire:
- ueeee, ueeee, che cazzo. ma come cazzo ci parlo con questa, con sta bimba che piange. non si capisce un cazzo. ueeee, ueee. (e ride).
Aiuto. Per lei.
Io smetto di sorridere, e mi incavolo di brutto. La mando a cagare, e le dico, alteratissima, che, essendo io gentile e buona, pretendo altrettanta gentilezza, e non ho voglia di essere presa per il culo da lei. Non ho proprio voglia. Zitta, deve stare zitta. Mi risolva il problema e stia zitta. E abbia almeno la decenza di mettere in pause il suo telefono, quando prende per il culo i clienti. Zitta!
Ora...
Io lo so cosa significhi lavorare in un call center. So cosa significa avere un contratto che ti scade a Nalate e che ti viene rinnovato di mese in mese, l'ultimo giorno utile.
So cosa significa chiamare per dire che hai la febbre a 38 e stai a casa, e poi misteriosamente non essere più messo in turno per settimane, per punizione.
So cosa significa rispondere a gente ignorante, cafona e maleducata, che pensa che tu sia lì per servirla, e ti tratta da schifo, solo perchè ha avuto una pessima giornata, ed è talmente sfigata da doversela prendere con l'operatore di turno, perchè subisce dal suo capo, da sua moglie e da sua madre, e non ha altre valvole di sfogo che quella dell'anonimato.
Ma...
Ma non mi dovete, cari operatori di call center, rompere i coglioni. Non potete riversare le vostre frustrazioni psicologico-lavorative su quelli che chiamano perchè hanno un problema da risolvere, che sono gentili con voi, che dicono grazie e per favore, che rispondono al vostro saluto, e che non fanno domande da idioti ipotecnologici, ma sanno esporre il proprio problema correttamente senza farvi perdere tempo.
Se siete frustrati, cambiate lavoro. E se non potete cambiare lavoro, sfogate le vostre frustrazioni in altre sedi, e con metodi più costruttivi.
Non rompetemi i coglioni, non costringetemi a comportarmi come l'italiano medio, togliendomi la voglia di essere gentile e facendomi passare la voglia di considerarvi PERSONE.
Signorina, lei si vergogni.
Qualsiasi sua frustrazione non giustifica MAI la cafoneria, soprattutto nei confronti di un cliente che, bene o male, è colui che, per quanto frustrante, le permette di stare seduta a quella scrivania e di avere un lavoro.
Ha perso un'occasione di parlare con una persona civile, e di farsi due risate al telefono, in attesa di un cliente arrogante che la tratterà come l'ultima degli ultimi.
sabato, agosto 18, 2007
Oggi ci ripensavo, dall'alto della mia panza disoccupata di 21 settimane, e c'è sta cosa che devo proprio dire: quando Caruso ha detto che Biagi era un assassino, secondo me non è che ha detto proprio una cazzata. Almeno metaforicamente, la Legge Biagi ha davvero ucciso: ha ucciso il mio futuro, ad esempio; ha ucciso il mio diritto alla maternità; ha ucciso il mio diritto a mantenere un lavoro che svolgo bene.
Io adesso non è che dico che Biagi fosse un assassino nel senso letterale del termine, ma pure considerarlo un benefattore dell'umanità, mi fa ridere. E mi fa pensare.
Mi fa pensare che la sinistra oggi, e i sindacati, non abbiano proprio capito che i nuovi proletari siamo noi, quelli di cui nessuno si impippa.
Finchè poi, dovendo continuare a pagare le vostre pensioni, prima o poi ci romperemo le palle e fuggiremo via, come gli altri prima di noi, e allora vediamo chi sarà la vittima e chi l'assassino.
giovedì, febbraio 01, 2007
Siete tutti troppo preoccupati.
Il blog è solo una parte del tutto.
Guardate oltre.
lunedì, gennaio 22, 2007
uff
martedì, gennaio 16, 2007
E così, domani, saluterò tutti.
Questo strano limbo di inizio Gennaio, con le ultime speranze disciolte poco a poco... è davvero finita.
Domani sarò il giullare di sempre.
Ma qualcosa si è spezzato, in fondo: qualcosa di indelebile.
Sorriderò - perchè il futuro mi ama - ma deglutirò malinconia.
Mi mancherete, tanto.
Vengo a prendere le ultime cose, e anche un abbraccio ultimo.
giovedì, novembre 23, 2006
Ho solo una tremenda paura di perdermi.
Di trovarmi, alla fine di tutto questo, semplicemente sola, in tuta, a guardare Beautiful.
Senza essere in grado di provare piacere per la libertà.
lunedì, novembre 13, 2006
Ho in mente almeno due lettere, che non ho il coraggio di scrivere.
Una alla mia mentore della CRI, a cui sento di dover raccontare alcune cose che sono rimaste in silenzio.
L'altra ai miei colleghi attuali... con la tremenda paura di realizzare, nello scrivere "Cari Amici", che dunque è davvero tutto concluso.
venerdì, novembre 10, 2006
Finalmente ho provato, dopo mesi, una bellissima voglia di venire al lavoro.
Quell'eccitazione mattutina in cui penso, trafelata, a come risolvere un problema, alle strategie da adottare, al piacere di fare bene.
Devo un grazie [nuovamente] ai miei colleghi, che fanno di tutto per allontanarmi da questo quotidiano triste.
Mi sento nuova. E amo tutto questo.
lunedì, novembre 06, 2006
A volte sto in silenzio per aspettare che le parole germoglino da sole.
Ho tante cose da dire, ma non le ho ancora maturate: queste parole non si scongelano, si fingono malate, restano assenti.
Come in altri momenti della mia vita, non sono nè triste, nè felice. Sto.
Da quando ho saputo che a breve perderò il mio lavoro, io sto.
Ho mille progetti per la testa, ma nessuna voglia di impegnarmi.
Ho solo bisogno di stare ancora un po'.
Stare.
E io sto.
lunedì, ottobre 23, 2006
Mi sento avvolta da una pigrizia indolente.
lunedì, ottobre 09, 2006
Mi sento bene.
Meravigliose manifestazioni d'amore da parte dei colleghi.
Del lavoro, alla fine, non mi importa niente.
Ma dell'amore sì.
venerdì, ottobre 06, 2006
Essere precari significa vivere molte vite.
Morire, vivere, morire di nuovo.
La mia vita è una marea di anni singoli.
Un segmento in fila all'altro, senza formare mai una retta.
giovedì, ottobre 05, 2006
Che momenti di stallo...
Taglio del 20% sul budget. Epurazione totale dei consulenti esterni.
Probabilmente a fine anno non mi verrà rinnovato il contratto.
Gioco le ultime carte.
Ma sono stufa di questa precarietà intellettuale.
E' più che altro una rottura di balle.
mercoledì, settembre 27, 2006
Mi sono rotta i coglioni della flessibilità.
Una manica di oltre-cinquantenni mi viene a raccontare che la flessibilità è bella, che quelli della mia generazione hanno più carte da giocarsi, che siamo privilegiati...
Mi fate ridere.
Ma siamo comunque migliori di voi, del tutto.
Noi siamo precari nella vita quotidiana, ma non siamo mai stati precari nel cuore.
Siete voi che avete fatto della certezza la scusa per lasciarvi, per tradirvi, per dimenticarvi.
Noi ci amiamo. Soprattutto da quando non abbiamo niente.
Ci piace godere delle cose vere, che 'fanculo la casa, la macchina, la villeggiatura.
Qualcuno sta consumando le risorse del mio futuro.
I miei soldi, le mie certezze, il mio lavoro, la mia maternità.
Prima o poi, in ogni caso, il castello di carte crollerà per tutti.
E sarà la vittoria dei migliori.
lunedì, agosto 28, 2006
Mi sento invasa da un menefreghismo totale. Come se avessi perso ogni stimolo di far bene.
Non ho decisamente più voglia di lavorare... del tutto.
Vorrei solo avere quel tanto di soldi per vivere, senza più fare vita da ufficio.
Lunedì.
Che palle.
mercoledì, luglio 26, 2006
Stamattina mi ero svegliata proprio contenta:
- Evvai, domani è venerdì e poi: vacanza!
....
...
- Noooooo. Oggi è solo mercoledì!





